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NEWS

Giulia e la sua esperienza di volontariato in Nepal

Marcello Viola

“Vale la pena essere qui perché nessuno ha stabilito chi debba essere più o meno fortunato, eppure noi possiamo decidere come affrontare il male se siamo nati nella parte ‘sbagliata’, e come contribuire nel nostro piccolo se siamo nati dalla parte ‘giusta’”.

Gli ultimi mesi del 2016 Giulia li ha passati a Kathmandu, la capitale nepalese, lavorando come Ambassador nell’ufficio di Street Child. Nello specifico, si è occupata di un progetto di ricerca sulle barriere all’educazione di alcune comunità marginalizzate nella regione del Terai. In questa zona vivono comunità di religione musulmana, e i bambini frequentano scuole religiose non riconosciute dal Governo Nepalese. Lo staff locale di Street Child lavora per trovare una soluzione al problema e fornire una reale opportunità di istruzione a questi bambini. È così che lavora Street Child: le nostre attività sono costruite ad hoc per rispondere a necessità specifiche riscontrate durante la fase di ricerca sul campo, che vede il nostro staff locale impegnato direttamente al fianco delle comunità vulnerabili. Giulia è stata parte integrante del progetto: ha lavorato all’interno del team di Monitoraggio e Valutazione e ha contribuito elaborando statistiche descrittive utili alla definizione della strategia di azione di Street Child. 

Durante il suo periodo in Nepal ha inoltre svolto attività a supporto del nostro progetto, finanziato da Unicef, che consiste nella costruzione di scuole, strutture igienico-sanitarie e formazione di insegnanti nelle zone più colpite dal terremoto. È stata in missione a Nuwakot, uno dei villaggi colpiti dal sisma, in cui abbiamo lavorato per costruire una scuola temporanea. Insieme allo staff locale ha preso parte alle interviste agli studenti allo scopo di comprendere come il progetto è percepito dalla popolazione, e come questa si sta risollevando dopo l’emergenza umanitaria. 

Ma il programma di volontariato internazionale significa anche raccolta fondi: poco prima di partire, Giulia ha organizzato una cena nella sua città, invitando familiari, amici e conoscenti per presentare loro le attività di Street Child e raccogliere fondi per permetterci di continuare a portarle avanti. L’entusiasmo di Giulia ha contagiato tante persone, che hanno donato a Street Child circa 2000€. 

giuliavolontariato