Street Child nella Repubblica Democratica del Congo

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Recentemente la nostra organizzazione Street Child UK ha stretto una partnership con l'organizzazione britannica Children in Crisis. Di conseguenza, abbiamo incominciato a contribure ai loro programmi nella RDC. La Repubblica Democratica del Congo è stata profondomente segnata dal violento conflitto durato diversi anni. Nonostante sia un grande paese con enormi riserve naturali di diamanti, oro, rame, cobalto, cassiterite e coltan, la cronica fragilità istituzionale ha fatto sì che la RDC non abbia sperimentato il potenziale sviluppo, la ricchezza e la prosperità di cui probabilmente potrebbe giovare. Invece, la RDC è riconosciuta come vittima della cosiddetta "maledizione delle risorse" in cui le risorse naturali vengono perpetuamente sfruttate dagli autori della guerra. Negli ultimi 30 anni, il conflitto ha colpito duramente la società congolese e, specialmente nella provincia del Sud Kivu, il sistema educativo è stato significatamente indebolito. Stiamo lavorando nella regione del Sud Kivu in due differenti luoghi. Siamo presenti sia nell'Altopiano, una regione remota e montuosa che ha subito alcuni dei peggiori episodi di violenza. Lo sfollamento umano provocato dalla guerra nell'altopiano ha svuotato le scuole e lasciato i bambini senza un'adeguata forma di apprendimento. Street Child è una delle poche ONG ad avventurarsi sul Plateau perché è estremamente difficile da raggiungere. Inoltre, operiamo nel campo profughi di Lusenda, vicino al confine con il Burundi. La situazione nella RDC si è aggravata dall’arrivo di 400.000 profughi in fuga dall'instabilità politica in Burundi. Il campo è stato formato nel 2015 e ospita ancora migliaia di famiglie.

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Le scuole congolesi locali a Lusenda hanno realmente faticato per accogliere l'afflusso di nuovi studenti che avevano bisogno di posti nelle scuole. Stiamo tentando di rivitalizzare il sistema educativo e rafforzare la capacità delle comunità locali di sostenere l'educazione dei loro figli. Stiamo adottando un approccio a più livelli che include la formazione degli insegnanti, la gestione della qualità scolastica, il coinvolgimento dei genitori, la rimozione delle barriere economiche all'istruzione e la risoluzione delle barriere sociali e culturali che impediscono alle ragazze svantaggiate di ricevere un'educazione. Abbiamo anche un programma di miglioramento delle infrastrutture scolastiche, grazie al quale abbiamo costruito e riabilitato 22 scuole fino ad oggi. A Lusenda, dove le scuole secondarie sono particolarmente problematiche, abbiamo formato insegnanti secondari per migliorare la qualità dell'insegnamento e fornito materiale didattico, kit per studenti e uniformi. In totale miriamo a sostenere 20.000 bambini nella Repubblica Democratica del Congo nei prossimi anni.

Siamo particolarmente orgogliosi di combattere la violenza sessuale e la discriminazione di genere a Lusenda. Il nostro progetto pilota di sei mesi intitolato "Tackling Period Poverty" istruirà le giovani donne a cucire assorbenti e a fabbricare del sapone, che possono vendere ricevendo dei guadagni. Oltre a migliorare l'igiene di base, questo darà alle donne una maggiore dipendenza economica per sostenere se stessi e l'educazione dei loro figli. Il nostro lavoro nella RDC arriva in un momento importante e siamo pronti a concentrare tutti i nostri sforzi nel sostegno di queste comunità.  

La storia di   Belize*: cucire le vecchie ferite

Belize * è arrivata nel campo profughi di Lusenda nel luglio 2015, in fuga dai disordini politici e dalla crisi umanitaria in Burundi. Ha solo 19 anni e ha un figlio di 2 anni, di cui si prende da sola dal momento che il padre non c’è. Essendo arrivata al campo da sola, spaventata e senza soldi, è molto grata per essere stata scelta tra molte altre donne estremamente vulnerabili per apprendere abilità sartoriali e imparare a produrre il sapone attraverso il Period Poverty Project. Oggi è in grado di realizzare vestiti (Belize indossa la sua creazione nella foto!) e li vende ad altre donne nel campo per generare profitto. Essere in grado di guadagnare qualcosa ha trasformato la sua vita nel campo. Ha comprato cibo, scarpe ed è a metà strada per diventare la proprietaria del suo pezzo di terra dove spera di costruire la sua casa un giorno.  Belize spiega anche come il programma sia stato essenziale nel darle i mezzi per prendersi cura della propria salute e quella di suo figlio, aiutare i suoi quattro fratelli per le tasse scolastiche, ma anche nel darle il potere di guadagnarsi da vivere senza dipendere dalla generosità altrui.

 

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Marcello Viola